Giovedì 6 aprile

8.45_Registrazione

9.15_Opening Plenary

Domenico Schillaci

PUSH
Palermo

Gianfranco Rizzo

Assessore all’innovazione
Comune di Palermo

Maurizio Carta

Preside della Scuola Politecnica
Palermo

10.00_Urban Lab  

Gli speaker presentano progetti e idee innovative applicabili a Palermo. Ogni intervento ha una durata di 10 minuti.

Mariana Brilhante

SPEAK
Lisbona

Bio

Mariana è una dei co-fondatori di SPEAK, startup sociale che connette migranti e rifugiati con la gente del posto attraverso un programma di scambio culturale e linguistico. Dopo essersi specializzata in guide all’investimento in paesi in via di sviluppo, facendo esperienze in ben 4 continenti, Mariana ha deciso di fare qualcosa per contribuire a cambiare il mondo; Quindi ha fatto ritorno in Portogallo dove si è unita alla ES Social Business School, dove si è occupata di strategie incentrate sulla sostenibilità per le aziende. Mariana è inoltre dottoranda presso The Lisbon MBA.

Abstract

SPEAK offre un servizio grazie al quale chiunque può imparare una nuova lingua e, allo stesso tempo, incontrare persone e fare nuove amicizie. Nel 2015, infatti, ben 244 milioni di persone si trovavano a vivere fuori del loro paese d’origine. I migranti, siano essi rifugiati, expat, studenti o lavoratori si trovano a dover affrontare molte sfide non appena arrivano in un nuovo paese: non essere in grado di parlare la lingua, essere giudicati per il colore della propria pelle, la razza o la religione e non avere una rete di contatti in grado di fornire sostegno. Questi problemi portano all’esclusione sociale di queste persone e al mancato inserimento nelle comunità che non sono coese e non accettano la diversità. SPEAK punta a risolvere alcuni di questi problemi, facilitando al contempo il processo d’integrazione, di scambio di conoscenze e di arricchimento personale.

Emanuela Saporito

OrtiAlti
Torino

Bio

Emanuela è un architetto e un pianificatore urbano. Dal 2008, quando si è laureata in architettura presso il Politecnico di Torino, ha iniziato a specializzarsi in pratiche urban collaborative. Ha proseguito la sua ricerca durante il dottorato al Politecnico di Milano, dove ha potuto approfondire il rapporto tra iniziative civiche e processi decisionali di natura pubblica grazie anche all’esperienza come visiting student presso la Harvard Graduate School of Design e la Kennedy School of Government. Nel 2013, insieme con Elena Carmagnani, ha fondato OrtiAlti, un progetto di innovazione sociale volto a rigenerare la città attraverso la creazione di orti e giardini sui tetti degli edifici. Nel 2015 ha vinto il premio Women for Expo e nel 2016 ha completato il primo progetto pilota di OrtiAlti. Oggi è docente di progettazione urbanistica al Politecnico di Torino.

Abstract

OrtiAlti nasce come sperimentazione diretta di riqualificazione urbana mirata alla realizzazione di orti pensili di comunità come dispositivi di rigenerazione fisica, ambientale e sociale della città. L’ortoalto ha una duplice natura: da un lato è una soluzione fisica per il riuso e la valorizzazione delle aree urbane, che integra natura e architettura; dall’altro è un modello di azione collaborativa, volto a generare cambiamento nella gestione delle risorse urbane in un’ottica di innovazione sociale. Nel 2016 OrtiAlti realizza a Torino il primo orto pensile di comunità della città: Ortoalto Le Fonderie Ozanam. Si tratta di un orto pensile di 300 mq a servizio dei cittadini: un intervento fisico e ambientale che si intreccia in modo indissolubile con il tema dell’inclusione sociale. Il progetto pilota ha rappresentato inoltre l’occasione per innescare una riflessione sugli strumenti regolativi locali, anche a livello municipale, a favore di una concezione più sostenibile e collaborativa di sviluppo urbano.

Marco Terranova

LEMUR
Barcellona

Bio

Marco è architetto ed artigiano del legno. Dedica la sua vita professionale alla pratica della sostenibilità attraverso progetti, cantieri ed attività formative all’interno di Studiodeda, un network multidisciplinare di professionisti e di artigiani. Nel 2012 decide di cominciare a costruire in prima persona ciò che progetta; in legno e materiali naturali. L’attenzione si sposta dal cantiere convenzionale ai cantieri partecipati. Coordina cantieri in diverse parti d’Italia ed all’estero: Sicilia, Milano, Germania, Francia, Olanda e Spagna sperimentando il passaggio dal “learning by doing” al “design by doing”. Insieme all’associazione catalana LEMUR sta mettendo a punto una metodologia per riportare i bambini al centro dei processi di rigenerazione, delle scuole e degli spazi urbani.

Abstract

Recuperare la capacità di abitare, di (ri)costruire materialmente il proprio spazio vitale, lo spazio in cui esprimersi, in cui vivere le relazioni. A partire dai bambini. A partire dalla trasformazione degli spazi dell’apprendimento, dai cortili scolastici. Attraverso un processo “analogico”, inclusivo e collettivo, in cui tutta la comunità educa, compreso il quartiere con i suoi abitanti. La scuola come spazio pubblico, poroso e aperto alla città. La proposta consiste in un percorso-processo organizzato in fasi consecutive inter-relazionate, secondo il principio del learning by doing, utilizzando la metodologia del disegno partecipato, la coscienza corporale e l’educazione viva. Comincia esplorando la sensorialità degli spazi educativi, come condizione necessaria per il benessere integrale dei bambini e degli adulti che li accompagnano. Lo strumento è l’attivazione e la pratica della coscienza corporale, attraverso il gioco. Il corpo viene rimesso al centro di un processo di lettura, progetto, costruzione, abitare e visione riconoscendone il valore come fonte d’informazione e intelligenza, strumento di esperienza per prendere coscienza delle proprie necessità e dell’influenza delle caratteristiche dell’intorno, delle sue criticità e potenzialità. Il progetto, la costruzione e l’abitare restituite alla loro dimensione collettiva constribuiscono a rafforzare i vincoli mutui, il senso di comunità e l’identità del luogo.

Giacomo Crescenzi

AlQomrah
Il Cairo

Bio

Giacomo è un imprenditore sociale e un artista. Nel 2009 è stato selezionato dal Programma Volontari delle Nazioni Unite e si è spostato in Egitto, un posto che è diventato per lui, nel corso degli anni, come una seconda casa. Gli eventi del 2011 con la nascita della Primavera Araba hanno ispirato Giacomo e lo hanno convinto a dedicarsi alla valorizzazione della comunità di creativi. Nel 2013 fonda quindi AlQomrah con l’idea di sviluppare il talento creativo e mettere a frutto il capitale umano degli artisti visuali egiziani. Giacomo crede che è possibile rompere le barriere sostenendo produzioni creative che puntino a preservare la diversità, a stimolare il pensiero critico e a colmare le differenze tra popoli e culture.

Abstract

Giovani imprenditori, artisti e creativi (nel senso più ampio del termine) hanno tutti qualcosa in comune. Insieme condividono la passione nei confronti delle innovazioni e la voglia di produrre sempre lavori di alta qualità. Gli artisti, in particolare, sono tra le persone che lavorano più duramente e, al contempo, hanno la capacità di lasciarsi ispirare dalla società. Essi sono fedeli agli ideali di bellezza e perseveranza, il che li rende un vero e proprio motore del pensiero innovatore in grado di ridefinire gli stili, aprire gli orizzonti e riunire le persone attorno a principi e aspirazioni. Ma l’arte ha davvero il potere di cambiare la vita delle persone? Come può una comunità crescere e svilupparsi attraverso pratiche artistiche? Perché dovremmo pensare all’arte come strumento per un cambiamento sociale?

Luigi Piccirillo

Samex
Isernia

Bio

Luigi è laureato in sociologia e specializzato in relazioni internazionali e politiche di cooperazione. Nel 2012, insieme con la sorella Sara e lo zio Gianni, ha deciso di intervenire per affrontare i problemi che riguardano la propria comunità locale. Nel 2014 hanno dato vita al progetto Samex, un sistema di moneta locale che oggi conta più di 600 membri, transazioni per oltre 4 milioni di Euro e più di 7.000 operazioni. Samex è stato in grado di creare un capitale relazionale incredibile e, a partire da esso, sono stati sviluppati due nuovi progetti d’innovazione sociale: CivES, un sistema di economia civica, e WelfareInSamex, un modello di welfare civico. Luigi crede fortemente nello scambio di buone pratiche d’innovazione sociale tra le comunità locali.

Abstract

CivES ha l’obiettivo di creare le condizioni metodologiche, sociali, strumentali e procedurali, affinché i tre pilastri del nuovo modello di welfare civile (istituzioni, business community, terzo settore) possano interagire efficacemente per perseguire cinque obiettivi: 1. promuovere sul territorio uno sviluppo economico collaborativo, inclusivo, solidale e socialmente sostenibile attraverso la creazione o il potenziamento di network di imprese civic oriented; 2. stimolare i cittadini verso un consumo di prossimità civicamente responsabile in grado di generare uno sviluppo economico socialmente sostenibile e una maggiore coesione sociale; 3. stimolare e coinvolgere la business community nell’attività di co-creazione di un nuovo modello di welfare civile; 4. progettare ed implementare sistemi innovativi di reperimento delle risorse finanziarie necessarie per costruire e sostenere un sistema di welfare civile anche attraverso l’utilizzo di piattaforme di civic crowdfunding; 5. assistere le associazioni no-profit nella loro attività di crescita, di presidio del territorio e di integrazione con gli altri pilastri del welfare civile.

Bio

Sara ha una laurea triennale in filosofia e una laurea specialistica in sviluppo economico. L’attività sul campo svolta a Barcellona e Rio de Janeiro ha orientato il suo cammino accademico e professionale nella lotta alla povertà urbana e alla segregazione socio-politca attraverso la pianificazione inclusiva, il monitoraggio delle politiche urbane e il coinvolgimento delle comunità. Ha approfondito i propri studi a Bruxelles, dove ha appreso la metodologia dell’evidence-based urban policy-making, e a Rio de Janeiro, dove ha collaborato con la Stanford University sulla valutaione dell’impatto della Agencia de Redes para a Juventude, un’innovativa organizzazione che lavora con in giovani che vivono nelle baraccopoli. A settembre inizerà un master in urbanistica e sviluppo presso la London School of Economics.

Abstract

Obiettivo della proposta è combattere povertà e disoccupazione giovanile, promuovendo l´integrazione dei giovani immigrati nella realtà locale e la rigenerazione urbana. Ispirata all’esperienza dell’Agencia de Redes para a Juventude di Rio de Janeiro, l’idea prevede la creazione di un programma di formazione e stimolo all’imprenditorialità sociale giovanile, da realizzare con giovani locali e immigrati residenti in quartieri degradati. I partecipanti vengono accompagnati nella creazione di progetti basati sui loro interessi e abilità, e capaci al tempo stesso di generare un profitto e di rispondere alle esigenze del quartiere in questione. Lo stimolo al dialogo multiculturale e all’apprendimento reciproco tra i giovani locali e immigrati e l’incentivo a creare gruppi etnicamente misti favoriscono l’emergere di proposte innovative, che si beneficino della varietà di punti di vista ed esperienze dei partecipanti e promuovano lo sviluppo urbano, economico e culturale. Una volta strutturate le proposte, una commissione esterna valuta le migliori, la cui esecuzione avviene attraverso un sistema di microcredito e sotto la supervisione di tutor. Tali proposte vengono inoltre inserite in una piattaforma digitale, finalizzata a dare visibilità alle nascenti imprese sociali e a fungere da intermediario con chi voglia contribuire come volontario, consulente tecnico o attraverso finanziamento privato.

11.30_Coffee Break

12.00_Urban Thinkers Session

Al termine delle presentazioni è previsto un momento di confronto tra i gli speaker e i partecipanti sugli spunti emersi durante l’Urban Lab.
Il dibattito è moderato da PUSH e da Sara D’Agati [Repubblica].

13.00_Sospensione lavori

15.00_Roundtable

Tre workshop, ispirati al modello delle Global Service Jam, per co-progettare il futuro della città.
I partecipanti (cittadini, amministratori e stakeholder locali) lavoreranno in gruppi con l’obiettivo di proporre soluzioni concrete sui temi individuati.
La partecipazione è gratuita. I workshop si svolgeranno in contemporanea, pertanto è possibile prendere parte a uno solo.

Roundtable #1 – Patrimonio culturale artistico  

Lo scopo del workshop è quello di focalizzare l’attenzione sui siti meno conosciuti del patrimonio culturale della città di Palermo e presentare nuovi metodi per valorizzarli e farli conoscere al pubblico.

Roundtable #2 – Vita comunitaria  

La roundtable si concentrerà su approcci collaborativi sui temi della casa e la creazione di servizi visti come abilitanti di una migliore partecipazione sociale ed economica dei cittadini delle diverse comunità che popolano la città di Palermo.

Roundtable #3 – Spazi pubblici  

La roundtable ha per obiettivo la proposta di processi partecipativi che coinvolgono i cittadini e gli attori socio-economici nella progettazione di soluzioni creative e concrete per rigenerare e rafforzare l’identità locale di alcuni spazi pubblici cittadini.

15.00_Partner Group Session

Momento di dibattito fra i 16 partner group della World Urban Campaign.

18.00_Chiusura lavori

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